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Start up del Mezzogiorno: ecco tre suggerimenti da un business angel

Stavolta andiamo un po' lunghi rispetto al solito standard di questo blog ma ne vale la pena. Marco Bicocchi Pichi è un business angel oltre ad essere esperto di crowdfunding. Qui gli è stato chiesto di dare tre suggerimenti agli startupper del Mezzogiorno. Eccoli e spero che possano essere utili ai tanti giovani in gamba del Sud Italia (e non solo). 

I tre consigli del business angel

La ricerca di finanziamenti è per tutte le startup una funzione essenziale per lo sviluppo. Se la fonte principale di finanziamento nella prima fase di creazione d'impresa rimane ovunque la cerchia delle relazioni familiari, personali e professionali dell'imprenditore stesso (i cosiddetti investitori 3F in inglese ovvero Family, Friends and Fools), a questi si affiancano poi finanziatori come business angel, fondi di venture capital e la finanza agevolata con capitale pubblico o misto pubblico e privato.

Il primo consiglio: cercare ascolto presso gli imprenditori

Nel Meridione il reddito medio pro-capite è inferiore ad altre regioni d'Italia e d'Europa e per tanto è possibile assumere in una certa misura una maggiore difficoltà a reperire risorse ma il caso di Blackshape con l’investimento di Vito Pertosa, imprenditore pugliese titolare della Mer Mec Spa e fondatore di Angelo Investments (http://www.angeloinv.com/), dimostra che ottimi investitori si trovano anche nel Meridione: il primo consiglio per gli startupper è quindi cercare ascolto presso gli imprenditori.

 

Secondo consiglio: equity crowdfunding e guardare oltre i confini (in Europa)

La modalità di raccolta con il crowdfunding combina una quota di investitori più tipicamente locali con la "crowd" che può essere anche globale. Al di là degli inizi dell'industria dell'equity crowdfunding italiana con i primi due portali (Unicaseed e Starsup) vi sono casi di successo come FABtotum che ha realizzato oltre  589mila dollari in reward crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo, classificandosi come campagna europea di maggiore successo. Il successo di una campagna di crowdfunding sta nell'avere una "storia" che interessa una comunità e il suo decollo va costruito favorendo la diffusione virale dell'opportunità: non è una soluzione "lanciare nel vuoto dello spazio" un messaggio in bottiglia con la richiesta di finanziamento ma va organizzata una vera campagna di comunicazione. Un portale internazionale che ha già completato 35 finanziamenti equity non ammette alla raccolta se prima l'imprenditore non ha assicurato almeno il 15% del funding attraverso il proprio circolo relazionale. 

I business angels sono presenti anche nel Meridione ma i gruppi organizzati più grandi hanno un baricentro spostato al Nord. Contrariamente però ad una regola non scritta per cui gli angel tendono ad investire nel raggio dei trenta minuti di spostamento dalla zona di residenza, è vero invece che in Italia  le giovani imprese meridionali che partecipano alle competition per essere selezionate da incubatori ed acceleratori e premi, riescono a suscitare l'interesse e raccogliere finanziamenti. Alcuni programmi poi come Working Capital di Telecom Italia sono presenti al Sud (Catania) e l'iniziativa on-the-road, come il Barcamper, viaggia attivamente sulle strade del Mezzogiorno: il secondo consiglio per gli startupper è comunque di avere uno sguardo che va oltre l'orizzonte e si spinge verso l'Europa, casi come quello di Wiman selezionata a LeWeb Paris 2012 sono molto esempi positivi.  Fondi di Venture Capital attivi al Sud che meritano una citazione sono sicuramente Principia, Vertis SGR, e Atlante Venture Mezzogiorno: le startup finanziate con capitale di rischio sono state  in tre anni (aprile 2009-marzo 2012) 23 di cui 10 da Principia II, 8 da Vertis Venture, 5 da Atlante Venture Mezzogiorno.

 

Terzo consiglio: informatevi sulla "finanza agevolata" 

La finanza agevolata è un'opportunità importante per le startup del Meridione. Il programma Smart&Start gestito da Invitalia ha una dotazione di  190 milioni di euro ed ha capacità di finanziamento a sportello. Le domande possono essere presentate secondo il regolamento disponibile sul sito  http://www.smartstart.invitalia.it/site/smart/home/utilita/normativa.html . Per società che dimostrino di corrispondere ai requisiti richiesti esistono ampie possibilità di ottenere il finanziamento, la selezione è molto attenta – per le Startup Innovative il legislatore ha previsto per la valutazione un Comitato Tecnico formato da esperti del settore – ma proprio per questo i buoni progetti hanno buone opportunità. Esistono poi programmi regionali e provinciali che devono essere individuati dagli startupper: il terzo consiglio è ricercare e informarsi, utilizzare la rete, i social network per avere notizia dei vari programmi, anche attraverso i canali delle associazioni come Italia Startup.

 Conclusioni

Alla fine la cosa essenziale, meridionali d’Italia o di qualunque altra parte del mondo, è di  avere un buon team e un buon progetto e saperlo presentare. Uno startupper senza le capacità di leadership necessarie a convincere, non può ragionevolmente ambire al successo.  Non si tratta di “vendere” nel senso un po’ banale che viene attribuito soprattutto in Italia ma di “convincere” e questo vale per attrarre clienti, collaboratori e capitale. Che ci si muova s
ul mercato dei talenti, dei capitali o, sicuramente essenziale, dei clienti del proprio prodotto o servizio occorre convincere altre persone a darci fiducia e questo è universale.

 

  • DINO |

    scrivo dalla provincia di salerno, secondo me di soldi nel sud c’è ne sono più che al nord, il problema vero è strutturale e legato alla politica bancaria che predilige di investire anche ciò che raccoglie al sud nel profondo nord; questo succede da quando venimmo colonizzati da oltre 150 anni.Spero che quanto prima questa specie di assemblaggio nazionale prenda i veri contorni di quello che potrebbero essere i territori , e si faccia un discorso di una nazione federale, dove ogni area avrà le proprie e giuste opportunità.

  • Antonino De Masi |

    Il sud è sud per diverse ragioni, una di queste è quella che il sistema “territorio” università, pubblica amministrazione, soggetti istituzionali preposti alle politiche di sviluppo e organizzazioni di categoria sono “l’apoteosi” negativa del concetto di sud. Nel caso di Sud del nostro paese e quindi di problema del mezzogiorno noi dobbiamo capire e darci delle spiegazioni perchè le politiche di sviluppo, con ingentissime elargizioni monetarie sono fallite. Io scrivo di Calabria, la mia regione ed il problema di “sud” come sinonimo di arretratezza “sistemica” culturale è sempre più radicalizzato, forse ciò affrontandone le ragioni in modo più esaustivo potrebbe anche farci capire cosa è stato sbagliato e cosa vi è da fare. Da ciò voglio entrare nel merito del mio intervento e di quanto scritto nel blog. Io sono un imprenditore che vive ed opera nel sud in Calabria. Credo di essere conosciuto per le mie battaglie e non appartengo alla categoria degli imprenditori che operano “nell’ambiguità della legge”; anzi . Credo di essere l’unica azienda in Italia che opera con il presidio dell’esercito davanti al mio stabilimento . Io ho realizzato brevettato un prodotto che credo sia unico al mondo; dopo averlo presentato ai media, questa testata giornalistica ne ha dato ampio risalto,una delle più importanti manifestazioni fieristiche del settore d’Europa (Saie di Bologna) lo ha premiato come innovazione. Questo prodotto che è una cellula di sicurezza per la mitigazione del rischio sismico, ripeto unica al mondo, è una soluzione immediata ed a portata di tutti, ha un mercato imponente. Il prodotto è pronto ho necessità di investimenti per la divulgazione mediatica, ma non ho le risorse. Le banche non ne vogliono sapere.
    La mia unica soluzione a questo punto è quella di trovare un patner e andar via da questa terra, produrre altrove e fare impresa altrove.
    Questo è un caso concreto, ho discusso l’altro ieri con l’Università per attivare alcuni aspetti di ricerca sull’evoluzione del prodotto e ne sono rimasti meravigliati di quanto fatto. Alla fine però il problema rimane, la mancanza di risorse mi costringe ad andar via, e come me in tanti. spero di non essermi dilungato molto, ma ho voluto dire la mia con l’esperienza ed il pragmatismo della vita quotidiana.

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