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Tesone (Digital Magics-56CUBE): “Una start up? Nasce così”

Torno sul tema start up, perché l'idea è quella di dare anche una connotazione operativa a questo blog, fornendo suggerimenti ai giovani del Sud che vogliono mettere in piedi un'azienda innovativa.

Mi sono rivolto stavolta a Digital Magics, investment company che opera dal 2008 come incubatore certificato di start up innovative digitali, quotata in Piazza Affari da luglio 2013. Nello specifico Digital Magics fonda e costruisce internet startup, investendo anche capitali propri. Ma visto che volevo parlare con "uno del Sud",  mi hanno gentilmente messo in contatto con Gennaro Tesone, amministratore delegato di 56CUBE, partner di Digital Magics.

56CUBE è un incubatore di startup innovative digitali con sede in Fisciano, Salerno. Nasce nel 2012 all’interno appunto del venture incubator milanese Digital Magics,  riproponendone il modello nel Sud Italia. Tesone e 56CUBE sono in stretto contatto con l'Università di Salerno.

Fatte tutte le presentazioni del caso (Tesone, classe 75, è originario di San Giorgio a Cremano e grande tifoso del Napoli!) passiamo alle tre condizioni necessarie per avere successo con una start up. La risposta di Tesone

Le 3 condizioni per far partire (bene) una start up

1) Innanzitutto queste regole non valgono solo per il Sud Italia ma "anche" per il Sud Italia. La prima condizione è far conoscere la propria idea: non bisogna tenerla nel cassetto, anzi.  E' necessario partecipare a tutti i "contest", agli eventi sulle start up innovative. Ci sono giurie che valutano il progetto, mentor che di queste idee ne hanno già viste tante e possono dare dei giudizi a ragion veduta. I brevetti? In questo settore, a mio parere non servono; si protegge l'idea con la capacità di portarla avanti e di implementarla.

 

2) La seconda condizione è il completamento del team. Bisogna "portare in casa" persone che consentano di far avanzare l'idea. Se il team non è quello giusto, i problemi che sorgeranno rimarrano senza soluzione. E' dunque fondamentale un cto, un direttore tecnico con una visione (non basta lo "smanettone"); il ceo (amministratore delegato) deve "dominare il dominio": tradotto per i non addetti ai lavori, se per esempio si decide di operare nel settore della pubblicità il ceo deve sapere come "girano i soldi" in quel determinato segmento.

3) Infine, prima di parlare con l'investitore, è necessaria una simulazione. Ma non su carta, quella non serve. L'idea deve concretizzarsi, trovare un'applicazione fra un centinaio di utenti, anche fra conoscenti. E' da vedere nel concreto come funziona e come si può implementare.