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Se il primo social impact bond (Sib) lo fanno a Scampia (Napoli)…

Scampia, Banca Prossima (gruppo Intesa SanPaolo), compostaggio rifiuti umidi, Comune di Napoli. Cosa lega queste quattro realtà fra loro? Una sigla: Sib, social impact bond. Poi, nella nota di Banca Prossima, viene spiegato che è una evoluzione di questo strumento di finanza sostenibile inventato dagli inglesi; resta il fatto che grazie a un bond verrà finanziata la costruzione di una struttura per valorizzare i rifiuti umidi ai fini della produzione di energia. L’obbligazione verrà collocata attraverso gli sportelli del Banco di Napoli (altra controllata da IntesaSanPaolo)

La struttura verrà creata a Scampia che dunque non sarà soltanto il teatro per telefilm sulla camorra. Oggi Napoli spende 140 euro a tonnellata per far smaltire nel Nord Italia i rifiuti umidi. Grazie a questa struttura (un impianto viene definito dalla nota di Banca Prossima “di piccole dimensioni e modulare”) verranno lavorate 20mila tonnellate di rifiuti umidi l’anno, pari al 30% del totale. Il risparmio di spesa pubblica? 4o euro a tonnellata di rifiuti umidi trattati.

Sulla struttura del social impact bond vi rimando ad ampi approfondimenti fra cui una ricerca finanziata dalla Fondazione Cariplo. Nel Sib studiato da Banca Prossima ci sono delle novità rispetto a quanto studiato dagli inglesi (Il carcere di Peterborough). Resta il fatto che anche a Napoli, nel Sud Italia, la finanza sociale innovativa può mettere radici: per inciso, il Sib è stato realizzato per ora soltanto in Inghilterra, Usa (New York) e Australia. Sull’argomento ci torneremo per dare un’occhiata anche ai rendimenti del Bond Scampia