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#conlaculturasimangia anche al Sud, seconda puntata: il caso Giffoni

…..Ai nostri finanziatori pubblici e privati, a chi sostiene Giffoni, a chi lo vive dobbiamo fornire dati veri e risultati concreti. Al principale finanziatore la Regione Campania, dobbiamo certificare non solo il buon uso dei finanziamenti ma anche il benessere generato ed i risultati ottenuti dai finanziamenti.
L’obiettivo principale è quello di creare occupazione e lo faremo intercettando energie giovanili, soprattutto talenti locali”: parola di Claudio Gubitosi, fondatore e direttore artistico del Giffoni Festival nella presentazione 2015.

Nel report 2015 dell’Ente nazionale bilaterale turismo, emergono dati importanti per dimostrare che con la #culturasimangia anche nel Sud Italia. Nonostante il taglio delle spese avvenuto dal 2000 al 2013 come documentato da un recente dossier Svimez.

La citazione iniziale del Giffoni Festival Cinema è ovviamente voluta: nel report è indicato come esempio con dati e impatto economico. “Il Festival – si legge nel dossier – prende il nome dal paese dove nasce, Giffoni Valle Piana, in Campania, entroterra salernitano, con non più di 10.000 abitanti, non benedetto dall’aria turistica che spira dal mare, né arricchito dai tesori culturali di eredità storica”. Quindi tutto quello che stiamo per dire è al netto dei ben noti giacimenti archeologici e turistici della Campania. 

A Giffoni dunque non avevano niente e si sono inventati un Festival del cinema per ragazzi addirittura nel lontano 1971. I numeri economici di questo evento oggi? Il brand Giffoni oggi sul web vale 30 milioni di euro. (vedi tabella)

 

 

giffoni

 

Giffoni non dura soltanto i 15 giorni di luglio ma: “Da gennaio ad agosto 2014 il turismo straniero è aumentato dell’8,2% nella Provincia di Salerno. E con l’arrivo dei turisti sono cresciuti i posti letto extra alberghieri, a Giffoni Valle Piana sono quadruplicati (34 a 122, fonte Istat) e la crescita c’è stata anche nei paesi limitrofi. Ma è aumentato anche il numero di bar e ristoranti”. E ancora:”L’indotto economico è di oltre 13 milioni di euro con un effetto moltiplicatore del 250%, ovvero per ogni milioni di euro investito se ne reinvestono 2,5″.

 

 

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