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I campi della legalità sui terreni confiscati (in attesa di una proposta per valorizzarli)

Sul fronte beni confiscati ancora nulla. I 60 miliardi di euro di controvalore dei beni confiscati alle mafie sono ancora lì in attesa che il Governo o una forza politica faccia una proposta per sbloccare questi asset: vendita o altro tipo di valorizzazione. Nell’attesa tornano anche quest’anno i campi e i laboratori della legalità democratica: dal primo aprile sarà possibile iscriversi on line al portale www.campidellalegalita.it.
Giunti all’undicesima edizione, i circa 30 campi e i laboratori saranno organizzati in Lombardia, Veneto, Liguria, Piemonte, Marche, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia. A vent’anni dall’entrata in vigore della legge 109/96 che prevede il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, la filosofia che sta alla base della promozione dei campi non e’ cambiata: restituire i beni alla comunità, tornare a renderli produttivi e vivi, animarli con iniziative culturali, formative e informative sulla difesa della democrazia, della legalità, della giustizia sociale, del diritto al lavoro.
Il primo campo a partire sarà quello a Corleone, in Sicilia, nel mese di maggio. Da quando sono iniziati, nel 2005, i campi hanno ospitato migliaia di giovani. Lo scorso anno hanno preso parte all’iniziativa circa 700 persone: di queste, più della meta’, sono stati ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni, e quasi un terzo giovani tra i 20 e i 29 anni.