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Trentamila nuove imprese al Sud. Addio desertificazione?

Che succede nel Mezzogiorno d’Italia? Eravamo rimasti alle previsioni di desertificazione pubblicate nel rapporto 2015 dello Svimez. Un dossier che scatenò polemiche e scontri a livello parlamentare. E che sfociarono nell’ormai famosa direzione PD del 7 agosto 2015 sul Sud Italia.
Forse però è arrivato il momento di girare pagina. Da Bari sono arrivate infatti notizie incoraggianti: nel Rapporto sulle piccole e medie imprese nel Mezzogiorno, realizzato da Confindustria e Cerved, sono emersi dati veramente interessanti sull’economia meridionale. La notizia più significativa sono le 30 mila nuove imprese create nel 2015. Tutte pmi ma è comunque una inversione di trend che fa il paio con un calo deciso (23%) del numero di fallimenti nel biennio 2014-2015: è la prima volta dal 2007. E ancora: delle nuove imprese, 1.200 sono start up innovative, un quinto del totale nazionale.
Le regioni più vitali sono Campania, Abruzzo e Basilicata. Nella regione con capoluogo Napoli, in particolare, c’è un incremento di investimenti rispetto al 2009: sono passati dal 6,8% all’8,3% contro la media meridionale scesa nello stesso periodo dal 7,2% al 6,6%.
Certo poi vi è tutta la questione credito. “Uno dei motivi di vulnerabilità resta l’elevata dipendenza dalle banche per ottenere liquidità. L’ampliamento del ventaglio delle modalità di finanziamento diviene, perciò, sempre più urgente. Con l’uscita dalla crisi, infatti, cresce la polarizzazione dei comportamenti: al Sud più che nel resto del Paese crescono sia le aziende che vedono migliorare il proprio merito di credito, sia quelle che lo vedono peggiorare. È una conferma del fatto che ci sono imprese cresciute, anche durante la crisi, a ritmi sostenuti”: è quanto si legge nel comunicato sul sito di Confindustria (http://bit.ly/22QHbNg) dove si può scaricare il rapporto.
Soluzioni e suggerimenti che emergono dal dossier per far decollare il Sud Italia? “L’irrobustimento del tessuto imprenditoriale, la ripresa degli investimenti da parte delle imprese, singole e in rete; il sostegno alle imprese più innovative; il calo degli oneri finanziari e il miglioramento del profilo di rischio; la maggiore presenza sui mercati internazionali: sono queste le leve da utilizzare per infoltire, anche al Sud, il gruppo delle imprese a forte crescita e portare tutto il Mezzogiorno sui binari di una crescita duratura”.