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Lavoro e Sud: l’iniziativa dei vescovi meridionali e l’esperienza del fondo di Milano

“L’8 ed il 9 febbraio i vescovi del Sud e della Sardegna si riuniranno a Napoli per parlare di giovani e lavoro”: ad annunciarlo è stato ieri il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, nel “Discorso alla città”, in occasione dell’Immacolata. “Lavoro e giovani sono un connubio inscindibile – ha affermato Sepe  – che è al centro del malessere diffuso e che può rappresentare la chiave del cambiamento e della bonifica delle nostre terre da violenza, criminalità”. “È il lavoro al quale dobbiamo tendere, perché è con il lavoro che salviamo la famiglia, la comunità, i giovani. Affrontiamo il tema con umiltà, assieme a coloro che, per scienza ed esperienza, sono in grado di avanzare proposte indicare percorsi”. “Noi come chiesa del Sud abbiamo scelto questo orientamento. Non abbiamo soluzioni muscolose, ma anche noi abbiamo il dovere di non stare a guardare, di non aspettare né di demandare ad altri”. “Non vogliamo fare analisi, perché troppe e da troppi anni ci sono state propinate. Vogliamo ragionare di lavoro, facendo leva sul possibile e proponendo progetti”.

Grazie cardinale Sepe: come si dice a Napoli ci hanno “abbuffato” di analisi, libri, romanzi e dichiarazioni su quanto si sta male a Napoli e nel Sud. E mai uno straccio di soluzione. Ma di soluzioni concrete non di libro dei sogni. Quella dei vescovi meridionali mi sembra un’iniziativa interessante. Lo sarà ancora di più se l’8 e 9 febbraio si arriverà con soluzioni concrete. Mi permetto di segnalare quanto realizzato dalla diocesi di Milano: il fondo famiglia-lavoro (qui il sito) lanciato dal cardinale Tettamanzi, predecessore del cardinale Scola alla guida della diocesi meneghina. Un fondo di questo tipo potrebbe essere un buon inizio anche il Mezzogiorno.