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Asl unica in Sardegna: obiettivo risparmio costi del 30% e taglio liste d’attesa

Se riuscirà a raggiungere gli obiettivi prefissati, la Sardegna diventerà un punto di riferimento per le altre regioni italiane e non soltanto del Sud. Lunedì 2 gennaio, Cagliari ha varato l’Asl unica al posto delle vecchie otto aziende sanitarie locali. L’obiettivo è di abbattere i costi tra il 20 e il 30%, ridurre le liste di attesa e il numero di ricoveri inappropriati, che attualmente sono 24mila. Si chiamerà Azienda per la tutela della Salute (Ats) della Sardegna, unicum nazionale per estensione territoriale del servizio.

Burocrazia semplificata e poteri nelle mani del supermanager, Fulvio Moirano, alla guida dell’Ats coadiuvato da un direttore amministrativo e uno sanitario, Stefano Lorusso e Francesco Enrichens.  Le vecchie otto Asl, da oggi inglobate dalla Asl unica, diventano aree socio sanitarie locali con autonomia gestionale e non finanziaria e con al vertice un direttore nominato dal dg in via fiduciaria. L’Ats svolgerà le funzioni di programmazione aziendale e gestione complessiva dell’erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari che vengono così centralizzati. La nuova azienda sarà operativa anche come centrale di committenza per l’aggiudicazione dei contratti di concessione e sugli appalti pubblici, finora gestiti dalle otto Asl locali. Quest’ultimo punto in particolare potrebbe portare a una svolta dal punto di vista dei costi (almeno lo si spera).
L’Ats, secondo quanto riportato dall’Agenzia Ansa, deve garantire poi l’omogeneizzazione e l’armonizzazione dei processi gestionali nel territorio in coordinamento con l’attività delle altre aziende sanitarie, accentrando le procedure concorsuali e selettive, il trattamento economico del personale, i magazzini e la relativa logistica, le reti informatiche, la comunicazione e le tecnologie sanitarie

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