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Un green bond per la Terra dei fuochi e per l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria

Green bond: “Obbligazioni emesse per finanziare progetti con un’impronta verde. Servono a raccogliere capitali da investire in progetti vantaggiosi dal punto di vista ambientale: centrali, iniziative legate alla prevenzione e controllo dell’inquinamento, all’utilizzo sostenibile dell’acqua o all’edilizia eco-compatibile, alla costruzione di ferrovie. Fondamentale il ruolo del terzo valutatore che certifica gli effettivi progressi ambientali realizzati”.

Sono partito con la spiegazione dei green bond. Uno strumento finanziario che ha registrato un vero e proprio boom nel 2016 (+107% sull’anno precedente, fonte Hsbc) toccando quota 166 miliardi di dollari.

L’anno scorso la Polonia ha emesso un green bond da 750 milioni di euro e, con questi soldi, fra le altre cose costruirà reti ferroviarie oltre a investire in agricoltura sostenibile, rinnovabili e riforestazione. I francesi hanno avviato a inizio anno il roadshow per l’emissione di green bond di Stato per svariati miliardi. Ma non necessariamente lo Stato deve lanciarsi in tali emissioni: ci sono anche distretti o regioni come la provincia canadese dell’Ontario che addirittura si appresta a lanciare il terzo green bond per la costruzione di nuove ferrovie.

Qui vogliamo mettere sul tavolo una proposta per la Campania e la Calabria: la prima potrebbe adoperarsi per un green bond il cui ricavato serva a bonificare la Terra dei fuochi, investendo in aziende agricole sostenibili per esempio o in infrastrutture sportive (sbaglio o il Napoli cerca un’area dove costruire il nuovo Stadium?). La Calabria potrebbe invece sollecitare lo Stato oppure potrebbe muoversi in modo autonomo per avviare la costruzione del tratto ferroviario di Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria.

Immagino già “i fischi e le pernacchie” a questa proposta. Però il green bond, se vengono applicati i criteri internazionali Icma (qui), prevedono:

1) un conto segregato nel bilancio di Stato o Regione, in sostanza i soldi vengono utilizzati solo per quel progetto, altrimenti scattano le cause legali degli investitori oltre ad altre sanzioni

2) la secondo opinion di un consulente indipendente (Vigeo Eiris, Sustaynalitics e altri soggetti) che certificano la bontà del progetto con gli investitori. Quindi se lo strumento non è sostenibile, viene bocciato e gli investitori non arrivano.

Ecco la proposta. Si può fare? I presidenti delle regioni Campania e Calabria possono mettere a punto una squadra di persone che si occupano di tali temi? Potrebbe essere l’uovo di colombo e risolvere anche altre situazioni che necessitano di investimenti come per esempio la metro campana di superficie Circumvesuviana.

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