Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Vescovi, Sud Italia e disoccupazione: perché non creare un fondo come quello della diocesi di Milano?

“Chiesa e lavoro. Quale futuro per i giovani nel Sud?” era il titolo del convegno concluso oggi 9 febbraio a Napoli  che ha visto la presenza di decine di vescovi e delegati delle diocesi della Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Ci sono state parole forti e anche dure per sollecitare istituzioni e politica sul versante lavoro.  Cosa fare poi concretamente? I vescovi della Campania, guidati dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, hanno proposto la costituzione di cooperative attive nel settore dei beni culturali, dei cantieri-scuola, ma anche proposto di utilizzare fondi agricoli, non coltivati, che sono di proprietà di enti diocesani. Proposte che potranno potranno diventare fatti concreti anche grazie all’impegno della Regione Campania.

Qui vogliamo lanciare una proposta. Che è poi un’iniziativa della diocesi di Milano: nel 2008, anno del crack di Lehman Brothers, l’allora arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi costituì il “Fondo famiglia-lavoro” per dare un aiuto a chi, di fronte alla crisi economica iniziata in quell’anno, stava perdendo il lavoro.

Qui si può accedere alla documentazione del fondo che è diventato una realtà importante nella diocesi milanese. Inizialmente fu utilizzato per aiutare le famiglie in difficoltà. Oggi è passato a una seconda fase: “Rispetto al passato, il Fondo concentra tutte le risorse e gli sforzi per favorire la ricollocazione nel mercato del lavoro attraverso lo strumento del tirocinio. Se, infatti, già nella seconda fase l’erogazione diretta di sussidi era stata superata a favore di una pluralità di interventi, ora la riqualificazione professionale diventa la preoccupazione esclusiva. Ciò significa che tutte le donazioni raccolte vengono impiegate per finanziare questa misura. Per favorire i reinserimenti lavorativi dei propri beneficiari, il Fondo stringe un patto con le imprese. Alle associazioni imprenditoriali viene proposta una lettera d’intenti per l’adesione al progetto con la quale si impegnano a promuovere presso i propri associati l’avvio dei tirocini. Ma non solo. Con la firma dell’intesa, le associazioni imprenditoriali indicano all’Arcivescovo il proprio rappresentante per il neo costituito Comitato dei Sostenitori, entrando così negli organi statutari del Fondo Famiglia e Lavoro 3.0 e diventando corresponsabili dei progetti“.

Si è dunque  passati da un aiuto subito alla formazione professionale, all’accordo con le associazioni degli imprenditori per il reinserimento lavorativo. Un grande progetto che ha quasi 10 anni di vita. La domanda è: perché le diocesi del Sud non creano un fondo simile per tutto il Mezzogiorno? Il know how c’è già: basterà chiedere il supporto della diocesi di Milano. Si può fare?

fondodiocesi

PS: al Sole24Ore, alcuni bravi giornalisti sono anche bravi musicisti. “Ciappter Ileven” è il nome del gruppo musicale dei colleghi che destinano in beneficenza gli incassi dei loro concerti: il fondo Famiglia-Lavoro è stato il primo beneficiario. Grazie ragazzi.