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“Sa Paradura”: il bel gesto dei pastori sardi ai terremotati di Cascia

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“Sa Paradura”, ovvero “pareggiare il gregge”: è il termine con cui i pastori sardi definiscono la donazione di capi da parte di chi è fortunato a chi, per vari motivi, ha perso tutto o gran parte del gregge. E’ quello che è successo il 2 aprile a Cascia, con l’arrivo di 1.000 pecore donate dai pastori della Coldiretti Sardegna. “È stato un gesto grande che ha fatto commuovere anche gente di montagna come noi” ha dichiarato Antonio Palombi, il presidente del “Comitato pastori di Cascia e
frazioni”. E ha aggiunto: “Questo gesto di solidarietà ci dà una nuova speranza. Potremo avere pecore ottime per la produzione di latte”.

Dalla Sardegna al momento sono arrivate a Cascia 780 pecore e molti agnellini, alcuni nati sul traghetto durante la traversata dall’isola al porto di Civitavecchia. Nei prossimi giorni arriverà il resto della donazione. L’assegnazione delle pecore è avvenuta grazie alla mano di un bambino bendato che ha destinato le bestie ai 38 pastori di Cascia semplicemente toccandole. Anche la bendatura è un antico rito sardo: non sono ammessi favoritismi e quindi è vietato scegliere le pecore migliori a scapito di altre di minore qualità.

Al di là del valore economico, il sindaco di Cascia, Gino Emili, ha sottolineato “l’enorme gesto di solidarietà e soprattutto
il fatto che dopo cinque mesi di tristezza in questi giorni è tornata l’euforia e noi abbiamo bisogno di questo: dobbiamo
riprenderci la nostra vita e dimostrare all’Italia e al mondo che a Cascia si può tornare”. Presente alla manifestazione anche la Regione Umbria, con l’assessore alla Sanità, Luca Barberini che, sul proprio profilo Facebook, ha postato una foto con due agnellini, raccontando che sono state ribattezzate “Umbra e Rita, in onore della nostra  terra e della Santa di Cascia”, sottolineando poi “lo straordinario gesto di solidarietà dei pastori sardi”.