Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Il Sud ha ripreso a marciare, lo dice anche lo Svimez. Ma basta austerity

Svimez e Sud. Vi ricordate l’allarme per la desertificazione industriale? Beh, nel 2015 e 2016 c’è stata finalmente l’inversione di tendenza. Nelle anticipazioni del nuovo rapporto Svimez 2017 ci sono dunque ampie note positive e anche un bicchiere mezzo vuoto

Partiamo dalle note positive (potete leggere qui l’articolo sul Sole24Ore.it e sulle anticipazioni Svimez): il Pil aumenterà dell’1,1% al Sud e dell’1,4% nel Centro-Nord quest’anno. Nel 2016 la crescita si è consolidata al Sud con il Pil che è aumentato dell’1%, più che nel resto del Paese (+0,8%). E ancora: nella media del 2016, gli occupati aumentano rispetto al 2015 al Sud di 101mila unità, pari a +1,7%. Inoltre la Campania ha registrato nel 2016 il più alto indice di sviluppo con una crescita del 2,4%, grazie soprattutto all’industria e del terziario; la Basilicata è la seconda regione del Mezzogiorno con un crescita che però rallenta da +5,4% del 2015 a +2,1% del 2016, mentre la Puglia ha molto frenato (+0,7%) rispetto al 2015, perché è andata male l’agricoltura.

Il bicchiere mezzo vuoto: con gli attuali ritmi di crescita, stima il rapporto Svimez, il Mezzogiorno recupererà i livelli pre-crisi nel 2028, dieci anni dopo il Centro-Nord. Inoltre, nonostante l’aumento degli occupati, si resta comunque con 380mila unità al di sotto del livello del 2008. Infine nel 2016 circa 10 meridionali su 100 sono in condizione di povertà assoluta, contro poco più di sei nel Centro-Nord.

Il quadro è dunque cambiato rispetto a due anni fa dopo l’allarme desertificazione. Il Sud si è rimboccato le maniche e ha fatto passi da gigante senza lamentarsi. Ora tocca al sistema Italia dire stop all’austerity in Europa e rilanciare gli investimenti in opere infrastrutturali per modernizzare il Paese a partire dal Mezzogiorno

Risultati immagini per svimez