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Napoli, la banda larga e la classifica sulla qualità della vita

Ogni anno la classifica sulla qualità della vita in Italia scatena polemiche soprattutto da parte delle città del Sud Italia in fondo alla classifica. Volutamente ne ho discusso poche volte su questo blog. D’altronde è logico che l’ottimo lavoro dei colleghi del Sole24Ore del Lunedì crei dibattito.

Stavolta però non voglio rimanere fuori dalla discussione ma nello spirito che anima questo blog: il bicchiere mezzo pieno. Ho preso Napoli come riferimento: si colloca al quartultimo posto della classifica. Sui social media, persone che stimo, scrivono che Napoli è incatalogabile e che fa storia a sé. Non sono d’accordo. Anche il capoluogo partenopeo (che amo) può essere criticato.

Sul primo punto (la critica) si sono esercitati già in tanti e in tanti sono scesi in difesa della città. Personalmente ho fatto un’altra scelta. Sono andato a guardare tutte le graduatorie nel dettaglio per capire dove Napoli era in cima. Ebbene alla voce “Banda Larga”, Napoli si colloca al 5° posto dopo 4 città meridionali (Bari, Crotone, Brindisi, Cosenza) con l’82,4% della popolazione coperta con 30Mb.

Non solo. Il capoluogo partenopeo si colloca ai primi posti (6) per città con il più basso numero di furti di abitazione ogni 100mila abitanti. Inoltre è oltre la metà (32mo posto) per la spesa viaggiatori stranieri (media pro capite).

Quelli segnalati sono spunti su cui lavorare. E anche le graduatorie negative servono. Sono utili a capire dove si sbaglia e dove si può migliorare. Questo è lo spirito, tutto il resto è la solita polemica sterile fra campanili.

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