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Quarta puntata del Grand Tour: il rilancio del museo di Capodimonte

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La quarta puntata del Grand Tour nel Sud Italia punta su Napoli e in particolare su Capodimonte dove c’è un direttore francese, Sylvain Bellenger, che ha valorizzato uno dei più importanti musei del Mezzogiorno. Qui il mio post con alcune dichiarazioni di Bellenger e cosa è stato fatto per rilanciare Capodimonte.

Può l’istituzione di un servizio navetta aumentare i visitatori di un museo? Sì, può. E’ accaduto al museo di Capodimonte di Napoli dove nel 2017  sono arrivati  16.822 visitatori grazie al servizio navetta dell’arte City Sightseeing. Un servizio che ha contribuito a far entrare Capodimonte nella top30 con 262.540 visitatori e un incremento del 45,3% rispetto all’anno precedente (180.705 visitatori) e del 81,1% rispetto al 2015 (144.927 visitatori).
A volere la navetta è stato il direttore francese di Capodimonte, Sylvain Bellenger, visto che il museo è fuori zona rispetto alle fermate della metropolitana e i bus pubblici sono spesso in sofferenza.  “Napoli e l’ex Regno delle due Sicilie sono una terra e una storia poco conosciute. Una terra dove si capisce ancora oggi un’Italia ormai scomparsa al Nord. Napoli la vera Italia, Napoli l’ultima città in Italia che conserva nel suo Dna una resistenza alla banale gentrification“, spiega Bellenger.
Il direttore di Capodimonte ha fatto molto altro per valorizzare il museo. Ha puntato anche sul bosco (in cui è inserita la struttura), il più grande parco urbano della città, rendendolo pulito e più sicuro con una società di vigilanza privata e lanciando una serie di iniziative volte ad avvicinare il pubblico e a responsabilizzarlo come “Adotta una panchina nel Bosco di Capodimonte” (http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/adotta-una-panchina-un-albero-una-fontanella/). Un’iniziativa quest’ultima che ha portato a Capodimonte più di 82 panchine e 18 alberi donati (4 secolari adottati e 14 di nuova piantumazione)
A Bellenger abbiamo chiesto nel nostro Grand Tour dei Beni culturali del Sud, cosa bisogna fare per valorizzare questi “giacimenti”: “Cosa manca per la valorizzazione turistica del territorio? Niente. Ciò che manca a Napoli e al Mezzogiorno è ciò che manca ai napoletani: servizi pubblici normali, trasporti, pulizia, illuminazione, infrastrutture sportive, cinema, biblioteche, ospedali, scuole. La città compensa tutto con la sua energia, la sua ironia, la sua creatività, la sua joie de vivre. La città di Napoli e la gente del Mezzogiorno sono la più grande ricchezza e la più grande forza turistica”.
E ha aggiunto: “Non è necessario chiedere ai nostri politici di essere più visionari, più dedicati: le vere forze del Sud esistono da millenni, sono le associazioni, le piccole imprese, le iniziative private, la creatività individuale dei cittadini abituati ad inventare il proprio mondo, credendo più nella forza dei propri miti, della propria umanità, cattiva e generosa, larga e minuscola, disperata e gioiosa, splendida e miserabile. A Napoli si respira un’aria di libertà come in tutto il Sud fino alla fine del tacco della penisola, un’aria di storia, un’aria selvaggia che era tipica della vecchia Europa, un mondo abituato da sempre a vivere e a resistere alla globalizzazione, ai pericoli della terra e del mare. Niente manca al Mezzogiorno, ma quando sarà nota la notizia potrebbe essere devastante, allora una vigilanza particolare dovrà proteggere i tesori che la storia ha lasciato, spesso umiliati, rovinati, ignorati, rendendo più commovente la loro bellezza ferita”.