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Quinta puntata del Grand Tour: rendere Pompei accessibile a tutti

Il sito archeologico di Pompei (Ansa)

La quinta puntata del Grand Tour è dedicata a Pompei e alla possibilità che il sito archeologico sia accessibile a tutti. A intervenire sul tema della valorizzazione dei Beni Culturali nel Mezzogiorno è  Paolo Gibello, presidente della Fondazione Deloitte. 

Nel 2017,  la Campania è stata la seconda regione italiana per numero di visitatori, trascinata dallo straordinario successo del sito archeologico di Pompei che, secondo sito italiano più visitato dopo il Colosseo, ha registrato 3,4 milioni di presenze. Tra queste, rispetto agli anni precedenti, il sito ha finalmente ospitato anche le persone con difficoltà motorie, diversamente abili, ma anche mamme con passeggino, anziani, persone infortunate. Questi hanno infatti avuto l’opportunità di attraversare in maniera agevole e senza barriere architettoniche l’area archeologica dall’ingresso di Porta Marina all’Anfiteatro, passeggiando lungo via dell’Abbondanza.

Accanto a questo tratto principale del percorso del sito vi però sono zone che sono ancora difficilmente raggiungibili da parte delle persone diversamente abili. Una di queste è quella delle Terme Suburbane di Pompei, il complesso termale situato nella zona sud-occidentale di Pompei, fuori dalle mura cittadine. Si tratta di uno dei punti più famosi del sito archeologico ma attualmente anche tra i più difficili da raggiungere.

In tale contesto si è inserita Fondazione Deloitte che vanta, tra i diversi ambiti in cui è impegnata, grande attenzione al tema dell’accessibilità alla cultura e alla conoscenza. È  per questo motivo che abbiamo deciso di fare la nostra parte nell’ambito del progetto a suo tempo inaugurato dal Ministero dei Beni culturali. In seno alla lodevole iniziativa, abbiamo infatti sentito il dovere di affiancare lo sforzo del Ministero in modo concreto, con il supporto allo studio e alla realizzazione di una passerella di 500 metri che dalla via principale oggetto dei lavori completati nel 2016 arriverà sino alle Terme Suburbane di Pompei.

Raccogliere le esigenze del territorio, coinvolgere gli attori istituzionali e raccordare gli sforzi per realizzarli, mettendo sul piatto competenze, capacità di networking e, naturalmente, anche risorse economiche. Fondazione Deloitte è convinta che questo sia il ruolo attivo nella valorizzazione del patrimonio culturale e artistico del nostro Paese di cui le realtà private debbano farsi carico, nell’ottica di una restituzione alla società e al Paese a cui tali realtà debbono molto.

L’iniziativa vede la collaborazione, oltre che con la locale Soprintendenza Archeologica, anche con l’Università Federico II, con il placet del Ministero per i Beni Culturali. Il progetto ha una durata di tre anni (2017-2020) e sarà coordinato scientificamente dalla professoressa Renata Picone del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.  Siamo orgogliosi di essere stati la prima realtà privata a contribuire a questo progetto pubblico e ci stiamo impegnando anche affinché possa essere un esempio per altre aziende che scelgano quindi di sostenere metaforicamente e letteralmente il percorso di valorizzazione dei Beni Culturali del nostro Paese.

In un contesto economico, politico e sociale fortemente complesso, per le istituzioni diventa sempre più importante riuscire a fronteggiare le problematiche che affliggono il Paese e prevedere nuove opportunità di crescita. È tempo di una welfare society, in cui il profit diventa artefice attivo del sostegno al non profit, in termini di progettualità e costruzione.