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Campania: al ministero dell’Ambiente le competenze sulla Terra dei fuochi

La Terra dei fuochi, in Campania, sarà di competenza del ministero dell’Ambiente. Ieri sera il Governo 5s-Lega ha approvato un decreto legge che riordina, tra le altre cose, le competenze di alcuni ministeri. Ecco il passaggio relativo nel comunicato stampa dell’Esecutivo: “Il testo trasferisce al ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare le funzioni in materia di emergenza ambientale esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché i compiti in materia di contrasto al dissesto idrogeologico, di difesa e messa in sicurezza del suolo e di sviluppo delle infrastrutture idriche”.

Che succederà ora? I rappresentanti del Governo spiegherano oggi alle 14 in conferenza stampa i dettagli del provvedimento. Ma alcuni ministri, come Sergio Costa, responsabile dell’Ambiente, hanno dato delle anticipazioni sui loro profili Facebook: “Buongiorno a tutti – si legge nel post su Facebook del ministro dell’Ambiente -, sono davvero felice per l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto che abbiamo chiamato tutti Terra dei Fuochi ma che comprende anche altre importanti deleghe al Ministero dell’Ambiente. Eccone i contenuti nel dettaglio: – : Passano al Ministero dell’Ambiente le competenze su terra dei fuochi, competenze che provengono dal ministero dell’Agricoltura. È il primo passo, importantissimo, per poter scrivere un secondo decreto sulla messa in sicurezza definitiva delle “terre dei fuochi” di tutta Italia……”. 

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Ora quindi tutte le competenze sulla Terra dei fuochi sono nelle mani di Costa, che è un esperto di questa materia, lui che è stato il capo della Guardia Forestale italiana (poi assorbita dai Carabinieri). Fra l’altro il provvedimento arriva a due giorni dall’ennesimo incendio di rifiuti avvenuto in quella zona, e per la precisione a San Vitaliano, nell’agro nolano, in provincia di Napoli. Il ministro dell’Ambiente è andato sul posto per rassicurare la popolazione, spaventata dall’imponente colonna di fumo sprigionata da un deposito di rifiuti.

Competenze e coordinamento al ministero “verde”. Tutto a posto dunque? Vedremo nei prossimi mesi. Bisognerà però in prospettiva creare una nuova cultura dell’ambiente nei territori tra Napoli e Caserta. Da questo blog avevamo fatto una proposta che era stata presentata all’università Bocconi nel corso della manifestazione del Salone Csr: un green bond per la Terra dei fuochi che finanziasse le bonifiche, la costruzione di un istituto di oncologia pediatrica e la creazione di una zona franca per le start up della farmaceutica e del biotech. Non basta infatti ripulire il terreno (che sarebbe già una conquista!) ma creare una mentalità diversa che punti alla difesa del territorio. Non si può avere l’esercito che sorvegli quelle zone per sempre.