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Grand Tour e il guardiano del faro: l’Agenzia del Demanio che valorizza gli immobili al Sud

Ritorniamo con una nuova puntata di “Grand Tour – come valorizzare i Beni culturali del Mezzogiorno”. A dare una serie di interessanti suggerimenti è il manager Andrea Cendali Pignatelli con un passato in Telecom e Telespazio. Pignatelli segnala le iniziative dell’Agenzia del Demanio che sta valorizzando (non solo al Sud) a fini turistici e alberghieri gli immobili dell’immenso patrimonio pubblico italiano.

Per valorizzare i Beni culturali del Mezzogiorno si possono individuare esempi di “best practices” che, se replicate ed estese, potrebbero contribuire a rendere più spedito e vantaggioso questo processo. Una tale practice è il progetto “Valore Paese – FARI”, gestito dall’Agenzia del Demanio che consiste nella cessione di strutture costiere della stessa Agenzia e della Marina Militare a privati – italiani o stranieri, società, associazioni e anche cittadini – che li prendono in gestione. Nel 2017 si è avviata la terza edizione del programma estesa a 17 strutture, di cui 8 fari della Marina Militare e 9 altri beni, di varia tipologia, dell’Agenzia del Demanio.

Fra i beni inseriti nel terzo bando, vi sono l’intera Isola di San Secondo e l’Ottagono di Cà Roman, situati nella laguna di Venezia; il Faro Semaforo Nuovo a Camogli in Liguria;il Faro del Colle dei Cappuccini nelle Marche; la Torre Monte Pucci a Peschici e la Torre d’Ayala a Taranto in Puglia; la Torre Cupo di Corigliano Calabro in Calabria; il Faro di Riposto vicino Catania e il Faro di Capo Santa Croce ad Augusta in Sicilia.I bandi di concessione, fino a 50 anni, si sono chiusi a dicembre 2017. Ventitré le proposte arrivate. Le offerte sono ora in fase di valutazione da parte delle commissioni di gara,  puntando a trasformare i Fari in strutture a sostegno di attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali.

“Valore Paese – FARI” è stato affiancato a “Valore Paese – DIMORE”, una rete di immobili pubblici di pregio, riproposta dall’Agenzia del Demanio in chiave di nodo di attrazione ed accoglienza per la domanda turistico-ricettiva orientata verso i beni culturali. Anche qui l’obiettivo è rendere nuovamente attrattive e funzionali le numerose dimore italiane, ovvero un portafoglio che comprende edifici e siti di grande valore storico-artistico e paesaggistico (ville, palazzi, castelli, dimore d’epoca) selezionati sull’intero territorio nazionale allo scopo di essere recuperati e riutilizzati. Il progetto ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio pubblico, potenziando l’offerta turistico-culturale e lo sviluppo dei territori, promuovere le eccellenze italiane  come il paesaggio, l’arte, la storia, la moda, il design, l’enogastronomia e favorire forme virtuose di partenariato pubblico-privato.

Nel quadro di “Valore Paese – DIMORE”, il Comune di Petralia Sottana (in provincia di Palermo) ha pubblicato il bando di gara per la valorizzazione dell’Ex Convento dei Padri Riformati, un complesso immobiliare situato nel suggestivo scenario del Parco delle Madonie, i cui termini si sono chiusi a marzo 2017. La durata della concessione va da un minimo di 15 a un massimo di 30 anni. Diverse le proposte arrivate tra cui la creazione di un centro fieristico, un campus per la formazione alberghiera, un polo culturale o tecnologico e un ostello per la gioventù.

Cammini e Percorsi” è l’ultimo progetto dell’Agenzia del Demanio, promosso in collaborazione con il MIBACT e MIT, che punta alla riqualificazione di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi. L’obiettivo è riutilizzare gli immobili pubblici come contenitori di servizi e di esperienze autentiche per camminatori, pellegrini e ciclisti, in linea con la filosofia dello “slow travel”. L’operazione è rivolta a tutti gli operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività. I bandi di concessione/locazione di valorizzazione si sono conclusi ad aprile 2018. Sono arrivate offerte per 4 strutture– Batteria Marco Polo ed Ex caserma GdF Alberoni a Venezia; Birreria della Caserma Mameli a Bologna e Stazione di Salionze a Valeggio sul Mincio – da imprenditori privati interessati ad investire nello “slow travel”, riqualificando e avviando i beni verso una nuova vita.

Questa serie di “best practices” potrebbe essere estesa a tante altre strutture nel patrimonio disponibile dello Stato o degli enti territoriali. Per cercare di dare un altro esempio, possiamo riferirci al Carcere Borbonico, in stato di totale abbandono, nell’isola di Santo Stefano prospiciente Ventotene. Affidarlo in concessione a privati per il tempo sufficiente a coprire gli investimenti necessari a rendere accogliente e fruibile la struttura, possibilmente trasformata in un resort turistico accogliente, creerebbe valore per tutte le isole dell’arcipelago pontino, estendendo i benefici anche al litorale per la domanda indotta di beni e servizi che un simile processo di valorizzazione comporta.

E’ solo un esempio, che potrebbe essere esteso e replicato nella moltitudine di beni storici che il nostro paese detiene. Per fare ciò è opportuno e necessario che il MEF e l’Agenzia del Demanio, e a cascata le amministrazioni locali, si dotino di personale qualificato per gestire con criteri innovativi il patrimonio immobiliare a loro disposizione. Certamente in vista dei ricavi che si possono ottenere dalla vendita, locazione o concessione, ma anche e soprattutto dall’indotto che una gestione “smart” del bene può generare. Soprattutto a livello locale, il lancio di iniziative del tipo “Valore Paese – FARI”, “Valore Paese – DIMORE” e “Cammini e Percorsi”, può dare una reale spinta per rendere i territori più attraenti a livello turistico, con conseguenti effetti moltiplicatori per l’economia locale.

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Faro di Punta Cavazzi a Ustica

 

  • Roberto Morleo |

    L’iniziativa è buona, quasi doverosa, poichè costituisce l’unica opportunità di valorizzazione di un patrimonio che altrimenti subirebbe inevitabile degrado. I beni in assegnazione sono, fra l’altro, colloocati in aree di grande interesse culturale e quindi turistico, si tratta, in sostanza, di un’operazione di “project finance” che potrebbe essere ben utilizzata dagli operatori privati.

  • Livio Colizzi |

    Ottime iniziative da pubblicizzare.Le procedure di assegnazione andrebbero velocizzate e semplificate

  • Alessandro Balducci |

    Ottimo articolo Andrea!

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