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Vogliamo 10, 100, 1000 donne a Napoli come la signora Carmela di Secondigliano

"Ma perché devo andare io via da qui. Sono trent'anni che lavoro inn questa zona  in maniera onesta. Sono i delinquenti che devono cambiare quartiere". Parla la signora Carmela, proprietaria del negozio di ottica di Secondigliano, alle porte di Napoli che ha raggiunto un poco invidiabile record: 45 rapine. L'ultima sabato pomeriggio (26 marzo): sono in due, uno fa il palo, e l'altro va dentro, dritto verso la donna.

La signora Carmela ha sviluppato una grande sensibilità. Capisce a volo se ha di fronte un rapinatore. E soprattutto ha coraggio. Tanto coraggio. Quindi comincia subito ad urlare. Il delinquente le molla un ceffone e poi l'afferra per il collo, tentando di di soffocarla. Ma le urla hanno messo in allarme un vigile urbano in borghese che interviene subito. I due malviventi scappano ma lasciano la moto. Uno di loro è stato già identificato.

"Amici e familiari mi hanno detto più volte di chiudere. Ma io non mollo: i poliziotti mi stanno vicino e ho grande solidarietà da tanta gente. Da qui non vado via. Resisto". Signora Carmela siamo con lei: a Napoli ci vogliono 10, 100, 1000 donne come lei. 

  • Vitaliano D'Angerio |

    Caro leone, il suo commento mi fa veramente piacere. Non solo. Mi ha ricordato quel Fujtevenne detto tempo fa a Napoli, se non erro, dal parroco di Forcella. Beh, la signora Carmela è proprio all’opposto: resta e lotta. Un presidio di resistenza. E di napoletani così ce ne sono, tanti. E’ da lì che si ricomincia per dare orgoglio e appartenenza alla (nostra) città. Grazie leone.

  • leone |

    Ho dei cari amici in Giappone con due bambini, li ho invitati a venir via in Italia, per un po’ almeno. Credo di aver involontariamente offeso il loro senso di appartenenza. Non molto diversamente la signora Carmela rifiuta l’invito Fujtevenne, scappate via di qui. Grazie; a lei ed ai napoletani per bene che sentono quest’appartenenza come un diritto e semmai anche un dovere.

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