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L’anidride carbonica di Brindisi (Enel) sulle pagine di Bloomberg

Fa un certo effetto leggere di innovazione nel Mezzogiorno d'Italia sulle pagine di un settimanale economico americano. Eppure succede. A volte. Sfogliando l'ultimo numero (4-10 aprile) di Bloomberg Businessweek mi è capitato di leggere dell'iniziativa di Enel presso la centrale termoelettrica “Federico II” di Brindisi dove si effettua la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica.

La CO2 viene fluidificata e trasportata per poi essere iniettata in profondità nelle cosiddette “trappole geologiche”, vecchi giacimenti di idrocarburi ormai esauriti, capaci di contenere il gas per diverse centinaia di anni. Grandi ricadute ambientali dunque e riflettori di tutto il mondo puntati su un progetto innovativo, finanziato tra l'altro dall'Unione europea. Della serie: sui giornali stranieri finalmente arriva l'Italia, del Sud, che innova. Esiste anche quella.

 

 

  • Piero Iannelli |

    Peccato esser sempre primi nelle eco-bufale.
    Il riscaldamento globale è una eco-fanfara su cui si innestano queste eco-truffe.
    In questo caso poi all’inutilità si somma il pericolo che possa per motivi tecnici o geologici fuoriuscire.
    (E parliamo di quantità spaventose)
    Nel qual caso, essendo l’anidride carbonica più pesante dell’aria si stratificherebbe in basso portando morte certa per km..
    I nostri vecchi non a caso nelle cantine durante la fermentazione scendevano con un gatto.
    Dunque per un INESISTENTE problema sperperiamo patrimoni, creando al contempo reali pericoli.
    Eco-complimenti per il Sud.

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