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Il villaggio archeologico di Nola, un potenziale turistico enorme

Era una notizia che aveva fatto il giro del mondo: un  sito dell’età del Bronzo Antico, il Villaggio Preistorico di Nola (la cosiddetta Pompei della Preistoria) ritrovato in località Croce del Papa al confine tra i comuni di Nola e Saviano, sepolto dall’eruzione del Vesuvio (1860-1680 a.C).

Ora l’innalzamento della falda acquifera ha obbligato la Sovrintendenza di Napoli (per mancanza di fondi) ha interrare di nuovo questo sito archeologico che, nel breve periodo in cui è rimasto aperto ha visto l’arrivo di 13-14mila visitatori da tutto il mondo. Ora mi chiedo: i comuni della zona nolana, già in parte interessati dallo sversamento dei rifiuti illegali (vedi Terra dei fuochi) devono ricevere un altro schiaffo?

Questo villaggio archeologico, fa il paio con Pompei: potrebbero veramente diventare un fonte di lavoro per tante persone, per un potenziale indotto ed altro ancora. L’esempio è quello di Ercolano dove però è intervenuto un magnate americano a dare una mano (Packard).

Ma c’è un’altra strada: Nola e i comuni limitrofi potrebbero lanciare un progetto di crowdfunding per il villaggio archeologico. Tutti gli abitanti della zona (e sono tanti) potrebbero fornire fondi in base alle proprie possibilità. A quel punto ci sarebbe una svolta. Il crowdfunding è il finanziamento via web. C’è già un esempio a Napoli (potete trovarlo nell’archivio di questo blog alla voce Campania) che ha ricevuto fondi via web anche e soprattutto dall’estero. Penso che si possa fare: tocca ora alle amministrazioni locali e alle persone di buona volontà.