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Fra deserto industriale (Svimez) e segnali di speranza (Clessidra-H&B): ora tocca a Governo e Regioni del Sud

Due notizie economiche agli antipodi. Entrambi relative al Sud Italia. Nel rapporto Svimez ieri il Mezzogiorno veniva descritto come deserto industriale: nel 2013 il Pil del Sud è diminuito del 3,5% con un calo superiore di quasi due punti percentuali rispetto al Centro-Nord (-1,4%). E poi c’è tanto altro come si può leggere sul Sole24Ore nell’articolo del collega Carmine Fotina (http://bit.ly/1ko7wCp).

Nello stesso giorno, il fondo di private equity Clessidra annuncia di essere entrato nell’azionariato della griffe campana, Harmont&Blaine con  il 35%, attraverso un aumento di capitale riservato (http://bit.ly/1xDZN3q). Due notizie sul Mezzogiorno che sembrano andare in direzione opposta dunque. La notizia di Clessidra dimostra che gli imprenditori del Sud, pur con tutte le difficoltà del quadro economico, riescono a emergere e a fare business. Spesso però è la cornice amministrativa-politica-burocratica che non aiuta.

Sempre ieri, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, ha dichiarato che ci sono 450 milioni di fondi europei da sbloccare per il Sud: “Con quei soldi si ribalta il mondo”. Soldi che riguardano in particolare Gioia Tauro. Allora, gentile sottosegratario Del Rio e gentile ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta potete dirci chi non fa il suo dovere? Chi non si dà una mossa nell’utilizzo di questi fondi? E si possono chiamare gli assessori regionali del Mezzogiorno, competenti per tali fondi, e dirgli di correre? Non c’è più tempo: il deserto industriale c’è già, lo ha certificato lo Svimez. Per una volta si possono rinviare le vacanze e studiare un piano per sbloccare i fondi europei?

Grazie