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I fondi Ue e la difficoltà delle regioni del Sud Italia a spendere questi soldi

Un’agenzia ad hoc di supporto a regioni e ministeri e tre task force in Campania, Calabria e Sicilia: un esercito di persone per aiutare le regioni italiani e in particolare quelle del Sud a spendere i fondi Ue destinati all’Italia. Ieri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, ha dichiarato che rimangono da spendere ancora “da tutti i Fondi e le risorse connesse, e solo per la passata programmazione 2007/2013, circa 26 miliardi solo in Campania, Sicilia e Calabria. Si aggiungeranno quindi ai nuovi obiettivi del Piano 2014/2020 che a loro volta andranno rendicontati in fretta”.

Per le regioni del Sud Italia, l’utilizzo di questi fondi Ue dovrebbe essere la priorità: i migliori funzionari dell’ente dovrebbero essere dedicati a quest’attività. Ci sono dei soldi per progetti e infrastrutture: perché non vengono spesi? Quali sono i motivi?

  • Giuseppe |

    Mandare a casa velocemente tutti gli addetti ” ad aiutare le imprese”. Sino a quando i fondi sono l’occasione per “occupare “, mantenere,pagare un esercito di inutili burocrati che la Regione ha in esubero il problema non sarà risolto. È’ preferibile eliminare questo tipo di incentivi e facilitare invece il credito alle PMI

  • Bruno Morroni |

    È una ulteriore follia !! Le regole e le procedure sono quelle UE applicate con successo in tutti gli altri Paesi comunitari. Basterebbe – semplicemente – sburocratizzare e velocizzare gli iter amministrativi, rispettare i termini e, sopratutto responsabilizzare i Dirigenti Pubblici che in atto costituiscno il vero problema a causa del loro menefreghismo e della loro incompetenza. Creare un ulteriore Ente comporterà ulteriori ritardi e ulteriori lungaggini, senza alcun risultato. È certo.

  • shiavone |

    I soldi non vengono spesi se3mplicemente perchè la classe dirigente meridionale è principalmente capace di lamentarsi. Non appartiene alla sua cultura l’investimento. E’ capace di dire grandi NO, di fare guerre ideologiche, ma il decidere investimenti, il programmare cosa fare in concreto non è nel DNA. Grandi avvocati e avvocaticchi, ma non tecnici che conoscono territorio e necessità.

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