Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Turismo e cultura: una piattaforma di crowdfunding per il Sud c’è già

Una grande piattaforma di crowdfunding per i luoghi di cultura più importanti del Sud Italia: Matera innanzitutto, nuova capitale della cultura, e ancora Pompei, la Valle dei templi di Agrigento, Paestum. Una struttura che raccolga finanziamenti e donazioni via web in tutto il mondo. Una struttura di questo tipo c’è già: è il portale Italia.it, nei giorni scorsi al centro di polemiche.

Potrebbe essere creata una sottosezione in inglese (e anche in russo e in cinese), legata esclusivamente al crowdfunding per il Sud Italia. Donazioni che potrebbero ottenere in cambio prodotti di merchandising, o biglietti per eventi esclusivi: siamo nell’ambito del reward-based crowdfunding  molto diffuso negli Stati Uniti (vedi il sito Kickstarter, tra i più noti).

E’ possibile attrezzare Italia.it per una funzione del genere così da lanciare i siti culturali del Sud Italia? E’ una struttura che c’è già: si evita così di spendere altri soldi pubblici. E’ sufficiente un’evoluzione del portale con l’aiuto di un informatico. Basterebbe veramente poco per dare più visibilità ai siti del Mezzogiorno e in particolare di Matera. Caro ministro dei Beni Culturali, Franceschini, che ne pensa?

  • Vitaliano D'Angerio |

    Grazie Alessandra, sono lieto che la proposta sul crowdfunding per il Sud raccolga interesse soprattutto fra gli addetti ai lavori. La mia era soltanto una proposta: Italia.it potrebbe essere trasformata e rilanciata. Certo, poi ci sono le piattaforme come Eppela già pronte e strutturate per fare il mestiere del crowdfunding. Ora tocca al ministro dei Beni Culturali, Franceschini e ai suoi collaboratori: potrebbe essere veramente la strada, a basso costo, per rilanciare alcuni settori del Sud Italia.

  • Alessandra Di Ferri |

    Gentile Vitaliano D’Angerio, l’idea del crowdfunding è lodevole, la declinazione da lei proposta, a mio avviso, presenta alcune criticità. Avendo proposto io per prima un progetto di crowdfunding sull’italiana Eppela, le posso garantire che non basterebbe implementare una piattaforma già esistente come Italia.it (per di più uno dei simboli dello spreco made in Italy). Il crowdfunding richiede competenze e professionalità, non approssimazione. Sarebbe, invece, auspicabile, che il nostro Governo guardasse di buon occhio le piattaforme italiane esistenti e coinvolgesse loro in progetti condivisi. Ad esempio: un’ipotetica collaborazione Ministero dei Beni Culturali e Eppela (o anche un altro portale) non le sembra un’idea maggiormente percorribile? Esistono realtà in Italia che posso dare tanto a questo Paese: usciamo dall’autoreferenzialità politica e coinvolgiamole!

  • Maurizio Imparato |

    Già con il lancio della pagina web per il lancio della campagna di Crowdfunding sulla Domus Aurea stanno incespicando… Figuriamoci sul resto. Il crowdfunding è una relazione tra persone, non un bancomat sociale dal quale attingere in carenza di fondi.

  Post Precedente
Post Successivo