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PMI del Sud e le alternative al finanziamento delle banche: ci sono proposte?

Trovare banche che supportino le piccole e medie imprese del Sud Italia. E’ dura di questi tempi di rubinetti chiusi. Qualcosa sembra però muoversi ma in un’area diversa da quella tradizionale dei canali bancari. Oggi a Roma (ieri a Milano) è stata presentata un’iniziativa originale: un fondo comune (una Sicav per la precisione) che investe in lettere di credito ovvero in documenti emessi da banche estere che garantiscono il pagamento (molto spesso a scadenza differita) da parte dell’acquirente straniero di merce italiana.

A investire nel fondo-Sicav sono investitori istituzionali italiani come fondazioni, fondi pensione e casse di previdenza. A beneficiarne sono le piccole e medie imprese italiane che esportano la loro merce all’estero e che grazie alle lettere di credito acquistate dal fondo-Sicav (ne scrive oggi il Sole24Ore in pagina 30) possono concedere all’acquirente estero un periodo più ampio di dilazione del pagamento e fare così concorrenza alle aziende tedesche per esempio.

Ecco dunque un metodo originale e nuovo per accedere a fonti di finanziamento differenti dalle banche. Perché non pensare a un fondo ad hoc per le pmi del Sud Italia. Che ne pensano i candidati alla Regione Campania e Puglia? E gli attuali presidenti di Sicilia, Sardegna, Calabria, Molise, Abruzzo, Basilicata?