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Il comune di Palermo fra i primi enti in Italia sul fronte anticorruzione (whistleblowing)

Il comune di Palermo è tra i primi enti pubblici italiani ad aver lanciato una piattaforma di whistleblowing (alla lettera, “fischiettatori”): è una email criptata che consente ai dipendenti dell’ente di segnalare, in forma anonima,  un evento corruttivo di cui sono venuti a conoscenza nell’ambito della loro amministrazione. Il whistleblower negli Stati Uniti viene premiato: incassa una quota, fra il 10 e il 20%, di quanto lo Stato o l’authority di turno riesce ad incassare (vedi anche il sito della Sec, la Consob americana).

In Italia non c’è alcun premio: la normativa è inserita nella legge Severino sulla corruzione varata dall’allora Governo Monti. Pochi gli enti pubblici che hanno varato la struttura di whistleblowing tra cui appunto Palermo. Sul tema si può vedere anche pagina 11 di Plus24 (di sabato 7 febbraio) il magazine di risparmio del Sole24Ore.