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Finanziamenti in Rete (equity crowdfunding), qualche azienda del Sud ci crede

C’è ormai un lungo elenco di istituzioni che hanno sottolineato la desertificazione industriale del Meridione e l’aumento del divario fra Sud e Nord.  Bankitalia è stata l’ultima a certificare questa situazione. Qui però vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, evitando la rassegnazione e l’inutile lagna tipica di chi non vuol cambiare. Segnaliamo quindi agli imprenditori meridionali o a chi vuole realizzare la propria idea di impresa, che c’è una strada alternativa alle banche per trovare finanziamenti. E’ l’equity crowdfunding, il finanziamento via web ancora poco diffuso e che l’Italia per prima al mondo ha regolamentato (c’è la vigilanza Consob).

Nel Mezzogiorno, qualche azienda ne ha capito le grandi potenzialità e ha deciso di aprirsi a tale forma di finanziamento. E’ il caso di Chef Dovunque, azienda della provincia di Benevento (Pago Veiano per la precisione)  che commercializza, in piccole scatole, tutti gli ingredienti, certificati Bio e made in Italy, per preparare ricette di piatti tipici regionali italiani; ne ho già parlato in questo blog quando nel capitale sociale dell’azienda entrarono fondi di private equity, fatto alquanto raro per il Meridione. Il 34,2% dell’azienda è dei soci fondatori, il 31,5% appartiene appunto al fondo di venture capital Vertis Venture, entrato nel giugno 2013 con un investimento di 800 mila euro. Il 29,1% fa capo a 7 business angel: alcuni sono entrati nella società nel giugno 2013 e altri nel settembre 2014.

Ora c’è il passo successivo: la piattaforma di equity crowdfunding SiamoSoci, ha messo in “vetrina” l’azienda beneventana con tanto di documenti e business plan. Chef Dovunque punta a raccogliere 300 mila euro tra nuovi soci via web entro il 19 luglio: al momento è stata raggiunta quota 95 mila euro, il 32% di quanto richiesto. Ma quali sono gli obiettivi dell’azienda? Nei prossimi 5 anni, Chef Dovunque punta a un fatturato di 15 milioni di euro di cui due terzi in Italia e un terzo all’estero.  I 300 mila euro che l’azienda sta raccogliendo attraverso il crowdfunding serviranno in particolare “per accelerare lo sviluppo attraverso gli investimenti in comunicazione”. Si punta insomma a creare il marchio e a farlo conoscere in giro. Buona fortuna.