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Fondi Ue per la coesione territoriale (351 milioni) e l’invito al Sud Italia di lavorare insieme

“Se società e classi dirigenti meridionali sapranno esprimere ciò che di meglio sanno offrire – genialità e visione – allora sapremo cogliere al meglio quest’opportunità. Ma occorre fare presto, il 2020 è domani. Governi regionali e sindaci devono fare squadra, sapendo che i progetti che verranno presentati – se approvati e finanziati – segneranno per diversi decenni il profilo delle nostre comunità. Rapidità, dunque, ma anche attenzione”. E’ la dichiarazione di Andrea Cozzolino,  vice presidente della commissione europea per lo sviluppo regionale, eurodeputato PD. Qui però c’entra poco l’appartenenza politica: a me interessa l’appello a regioni e comuni del Sud Italia, invitati a fare squadra su un tema molto concreto ovvero i fondi strutturali europei e in particolare quelli dedicati alla politica di coesione. Fondi che ammontano a 351,8 milioni di euro e che verranno spesi nelle seguenti aree: 1) crescita e occupazione, 2) lotta ai cambiamenti climatici, 3) riduzione della dipendenza energetica,  della povertà e dell’esclusione sociale.

Grandi e importanti temi di cui si è discusso a Riga, in Lettonia, mercoledì 10 giugno, nel corso di un evento organizzato nell’ambito del semestre lettone di presidenza europea. Ciascun Paese membro di dotarsi di una “Agenda Urbana Nazionale” che consenta alle amministrazioni delle singole città di essere direttamente coinvolte nell’elaborare strategie di sviluppo verso l’Europa 2020.

Come si vede molti dei temi e dei finanziamenti confluiranno nelle aree urbano. Il motivo è semplice: il 72% della popolazione europea, pari a 359 milioni di persone, vive appunto in aree urbane. Da qui l’0biettivo europeo, di rendere le città più vivibili anche grazie a tali progetti. A questo punto è urgente una task force delle regioni meridionali e dei più importanti comuni del Sud Italia, senza guardare le appartenenze politiche. Anche perché, come fa notare lo stesso eurodeputato Cozzolino (presente a Riga) il 5% dei fondi strutturali destinati alla coesione territoriale affluiranno su “iniziative programmate direttamente dagli enti locali. Esiste quindi la concreta possibilità per sindaci e amministratori locali, di essere coinvolti, fin dalle fase embrionali, in progetti integrati e non isolati”. Ecco dunque un invito a tutte le forze politiche e agli amministratori regionali e locali del Sud: fate squadra, incontratevi e concentrate tutte le vostre migliori energie per attrarre i fondi strutturali europei.