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Cinque anni di Sardex, la “moneta parallela” inventata in Sardegna e studiata a Londra

Prima di occuparmi di Sardex.net ho fatto un giro approfondito sul sito web e soprattutto sono andato a leggere la definizione di credito commerciale:  siamo di fronte a una dilazione di pagamento concessa  dall’azienda venditrice (il fornitore) al proprio cliente. A tutti gli effetti, il fornitore concede un prestito al cliente in euro o in altra valuta.

Sardex.net è dunque un circuito di credito commerciale creato in Sardegna cinque anni fa che oggi conta 2 mila imprese iscritte e 50 mila operazioni effettuate: in altre regioni d’Italia, agganciate a quest’iniziativa, sono partite attività simili. Ecco come funziona nel concreto: “Ad ogni impresa – è spiegato nel sito web – viene aperto un conto presso la camera di compensazione del circuito. Il conto è denominato in una valuta interna: il Credito Commerciale Sardex, spendibile esclusivamente all’interno della rete”. E ancora: “Ad ogni azienda è accordata la possibilità di “andare in rosso”, entro determinati limiti, e attraverso questo “scoperto” può effettuare acquisti presso altri iscritti alla rete. Ad ogni acquisto il conto dell’acquirente viene addebitato per un ammontare pari al prezzo di vendita del bene/servizio acquistato. Viceversa il conto del fornitore sarà accreditato per un pari importo. Le aziende che evidenziano un saldo negativo potranno portare a pareggio il proprio saldo semplicemente effettuando vendite presso altre aziende aderenti al circuito. Allo stesso modo, le aziende con saldo attivo, potranno monetizzare i Crediti Sardex accumulati facendo acquisti presso le altre imprese iscritte”.

Due gli elementi da evidenziare: 1) viene precisato all’inizio della descrizione del Sardex che quest’iniziativa si pone come obiettivo di diventare “un mercato complementare ed aggiuntivo”. Sardex.net non vuole sostituirsi al mercato dell’impresa interessata ma vuole “sommarsi ad esso”. 2) il secondo punto è che il circuito è chiuso, si può comprare e vendere fra le aziende iscritte all’elenco.

“Tutti i soggetti partecipanti sono sia fornitori che acquirenti e di conseguenza, a seconda delle operazioni, debitori o creditori – viene spiegato ancora nel sito -. I crediti Sardex sono emessi dalle stesse imprese all’atto dell’incontro tra domanda e offerta. Nel momento in cui un’azienda acquista “andando in rosso” sul proprio conto, i Crediti Sardex vengono trasferiti sul conto del venditore in pagamento della fornitura: è allora che avviene l’emissione”. E’ dunque un modo alternativo e originale di utilizzare i crediti commerciali. Il tutto ovviamente si basa sulla fiducia reciproca. Il sistema funziona tanto che è stato oggetto di studio da parte di ricercatori dalla London School of Economics  oltre a essere premiato tra le migliori start up italiane.

In zone del Mezzogiorno d’Italia dove è difficile ottenere finanziamenti dalle banche, non potrebbe essere quest’iniziativa un modo nuovo e diverso per sostenere l’attività d’impresa? A quanto pare in Sicilia, Molise e Abruzzo pensano di sì visto che sono partite attività collegate a Sardex. Altre regioni invece non ci hanno ancora pensato. Forse è il caso di farci una riflessione.

  • Carlo |

    Il Lazio, con il circuito tibex.net ha compiuto il suo primo milione di euro come volume di scambio, ponendosi come seconda realtà italiana insieme al circuito marchex.net, nell’utilizzo della valuta complementare.
    Da broker posso testimoniare l’efficacia del modello e i suoi vantaggi economici e finanziari anche per realtà regionali dal tessuto economico più solido.
    Liquidità e fatturato aggiuntivo sono parametri da valutarsi sempre positivamente, a qualunque latitudine.

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