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Il masterplan per il Sud lo hanno presentato gli assessori regionali allo Sviluppo

Il tanto sbandierato e annunciato masterplan per il Mezzogiorno alla fine è stato presentato dagli assessori regionali allo Sviluppo. Un piano in sei punti che potete leggere quei sotto. Il documento è stato inviato al ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, prima della presentazione della Legge di Stabilità ed è stato presentato ieri nella Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni. Il documento è stato firmato dagli assessori delle Regioni Campania (Amedeo Lepore), Sicilia (Mariella Lo Bello), Calabria (Carmela Barbalace), Sardegna (Maria Grazia Piras), Abruzzo (Giovanni Lolli), Basilicata (Raffaele Liberali) e Molise (Paolo Di Laura Frattura). Manca la Puglia, benché Michele Emiliano, presidente regionale pugliese, sia stato fra i promotori del piano di renziana memoria.
Ieri sera il piano economico delle regioni meridionali è stato presentato anche in Confindustria in un incontro con il vicepresidente dell’organizzazione, Alessandro Laterza.
Ecco dunque, come schematizzato dall’agensia Ansa, i punti chiave del progetto per il Mezzogiorno:
CLAUSOLA PER GLI INVESTIMENTI. Gli assessori del Sud ne danno un giudizio positivo e propongono “di indicare con precisione una quota prevalente di tali investimenti da destinare ai territori meridionali, dove un’attuazione significativa di tali iniziative – sottolineano – può avere un effetto leva e una ricaduta diretta molto più ampia che altrove”. A loro parere, inoltre, “le risorse utilizzate dalle Regioni meridionali, grazie alla clausola della flessibilità, vanno interamente restituite alle stesse Regioni per ulteriori interventi di spesa produttiva”.
SGRAVI SUGLI ONERI CONTRIBUTIVI PER I NEOASSUNTI. La proposta è di mantenere, per il 2016 e solo per il Mezzogiorno, l’attuale livello di intervento (evitando quindi la prevista riduzione del 50%), “visto anche – evidenziano – che le relative risorse sono state finora prelevate dal Fondo di Coesione”. –
RIDUZIONE DELL’IRES. Le Regioni del Sud propongono di anticipare al 2016 e solo per le Pmi meridionali, questa misura che, secondo le previsioni della Legge di Stabilità, dovrebbe avere effetto dal 2017. –
AMMORTAMENTO ACCELERATO DEGLI INVESTIMENTI DELLE IMPRESE. Si propone l’adozione di una misura automatica di credito d’imposta per gli investimenti effettuati dalle imprese nelle Regioni meridionali, in modo da incentivare non solo le iniziative delle imprese esistenti, ma anche di attrarre nuove attività. –
ZONE ECONOMICHE SPECIALI. Gli assessori ritengono di “notevole importanza” l’istituzione delle ZES, “che – affermano – possono rappresentare un volano di sviluppo per le aree strategiche” del Sud. –
PIANO JUNCKER. Si sottolinea “l’importanza della creazione di un fondo di rotazione per le progettazioni esecutive delle opere” e “il valore dell’individuazione di grandi iniziative, anche di carattere sovraregionale, che si possano immediatamente avviare a realizzazione”.