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Una richiesta al prefetto Postiglione, direttore Agenzia beni confiscati alla criminalità

Gentile prefetto Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata; lei che è stato anche direttore dell’ufficio affari legislativi presso il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno, e quindi sa come scrivere una norma, ne potrebbe proporre una anche al Parlamento italiano? In tale norma andrebbe specificato che i beni, appena confiscati e sequestrati, vengano subito venduti. Soldi che, fino a giudizio definitivo, saranno investiti in titoli di Stato (BoT, BTp e affini).

Dopo il giudizio definitivo, se la persona viene assolta, gli viene restituito il controvalore in titoli di stato dei beni venduti. In caso contrario, si avrà subito la liquidità da investire in scuole e altri beni pubblici dei territori devastati dalle mafie. Se questa norma avesse poi il binario privilegiato della Legge di Stabilità sarebbe la cosa migliore.

E’ possibile signor prefetto?

Grazie mille e cordiali saluti

  • Corrado Ballerini |

    Sono d’accordo per quanto riguarda beni molto liquidi. Il problema, mi pare, è che molti beni non sono facilmente valutabili e liquidabili. Case, aziende, terreni, esercizi pubblici: chi li compra? Spesso c’è paura ad acquistare la casa di un boss, a meno che tu non sia un prestanome.
    Un’azienda può valere di più se lasciata integra piuttosto che smembrata e liquidata

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