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L’arte di arrangiarsi di Napoli si traduce in “problem solving”: ma è sufficiente per uscire dalla crisi?

Ho letto quest’intervista su Wise Society realizzata da Fabio Di Todaro: a rispondere è Antonio Menna, che ha scritto il libro “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli”. Ho estrapolato la seguente domanda con la relativa risposta.

L’arte dell’arrangiarsi di cui i napoletani sono padroni ha un altro nome, oltreoceano: problem solving. Quanto tornerà utile nell’affrontare la sfida che è alle porte?
«Spero che si chiuda la fase del compiacimento sull’arrangiarsi. So che i miei concittadini, a volte, vanno fieri di questa caratteristica, come fosse segno di una superiorità. Io la considero, invece, una zavorra. Basta arrangiarsi, bisogna organizzarsi. Imparare a essere una squadra, a fare programmi, a pianificare strategie. Usciamo dall’improvvisazione e giochiamoci davvero una partita».

Se volete leggere l’intera intervista è molto interessante ma personalmente volevo sottolineare  questo passaggio: dal problem solving (l’arte dell’arrangiarsi) all’organizzazione. Per giocare finalmente una partita. Nel suo piccolo lo sta facendo il Napoli squadra: finalmente ha un’organizzazione di gioco e si muove alla pari con le grandi squadre italiane e straniere.

Organizzazione dunque oltre alla capacità di risolvere problemi. Riuscirà la Apple a Napoli a dare un po’ di organizzazione? E’ quello che tutt’Italia si augura visto che il capoluogo partenopeo è una grande risorsa.