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Vendiamo i beni confiscati e diamo i soldi alle aziende che dicono no alle mafie

La ‘ndrangheta ha realizzato l’ennesimo attentato incendiario a Locri dando alle fiamme 14 bus di linea della ditta Federico. Gli accertamenti sono in corso ma è stata trovata una tanica vuota con tracce di benzina: sul dolo non c’è dubbio.

Alla fine, in quella zona, non si muove foglia senza il via libera degli ndranghetisti: e così hanno messo spalle al muro un altro imprenditore. Vedremo cosa emergerà dalle indagini dei carabinieri. Se però si scopre che è stata la ‘ndrangheta, è inutile dare solo la solidarietà alla ditta Federico: quella ci vuole ma l’impresa, con la solidarietà, non fa ricavi e non paga gli stipendi ai dipendenti.

La soluzione è a portata di mano: i beni confiscati alla ‘ndrangheta in Calabria e, in particolare nella Locride, vanno ceduti subito e con i soldi riavviata la ditta Federico e le altre aziende che hanno detto no alle mafie. Se no queste confische a che servono? Devono alimentare un grande fondo che verrà utilizzato a garanzia di chi lavora e non si piega ai mafiosi. Chissà se l’Agenzia dei beni confiscati prima o poi batterà un colpo su tali questioni.