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Asl di Bari in prima fila nella lotta alla corruzione con Transparency International

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Un progetto anti corruzione che vede in prima fila l’Asl di Bari. E’ stato presentato ieri, 14 marzo: è un progetto dell’associazione Transparency Italia in collaborazione con Censis, Ispe Sanità e Rissc. Insieme si sono attivati sul territorio con lo scopo di contrastare la corruzione in sanità ed hanno scelto, in questa prima fase di sperimentazione, oltre alla Asl di Bari, azienda pilota del progetto, altre tre aziende sanitarie italiane: l’Asst di Melegnano e della Martesana (MI), l’Asp di Siracusa e l’Assp di Trento.
 Ma in cosa consiste questo progetto? Verranno testati e monitorati alcuni strumenti anticorruzione  per 2 anni in collaborazione con il responsabile per la prevenzione della corruzione e lo staff designato dalle organizzazioni. Oltre a momenti di formazione anticorruzione, l’azienda sanitaria barese e le altre coinvolte avranno modo di testare tra gli altri strumenti innovativi per il whistleblowing (i segnalatori interni di situazioni di frode), per la pubblicazione dei dati aperti, per garantire l’accesso alle informazioni ai cittadini, per rendere più sicure le gare d’appalto.
«Questo non è il solito progetto al quale si aderisce e basta – ha dichiarato il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano -, da oggi comincia una guerra alla corruzione ed è una guerra che deve cominciare chiedendo all’avversario di arrendersi senza combattere perché il mondo è cambiato, perché il denaro disponibile non è infinito e perché i diritti delle persone non sono più compatibili con gli abusi delle altre persone, di quelli cioè che hanno pensato che la loro vita dovesse girare sempre allo stesso modo. Questa guerra verrà sperimentata dalla Asl di Bari, che è una delle più complesse d’Italia, e quando avremo consapevolezza che il metodo funziona, verrà applicato alle altre Asl con grande celerità perché la corruzione è un costo enorme che va frenato subito. Noi pensiamo che questo sia l’unico metodo possibile per combatterla senza fare retorica».