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Ci vuole l’esercito in Sicilia come chiede Crocetta?

Stamane ascoltavo per radio l’intervista al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta. L’argomento era l’attacco, per fortuna fallito, al presidente del parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. La storia è nota e si deve ringraziare la scorta e l’intervento di Daniele Manganaro, commissario di Polizia di Sant’Agata Militello, se l’attentato mafioso non è stato portato a termine.

Però vorrei andare oltre il fatto di cronaca, gravissimo, su cui colleghi più esperti di me hanno già fatto le opportune analisi e valutazioni. E mi vorrei soffermare sulla richiesta di intervento dell’esercito avanzata da Crocetta. Ce n’è veramente bisogno? O sono sufficienti poliziotti e carabinieri per controllare il territorio? A caldo la mia risposta è stata no, l’esercito non è necessario. Sono sempre più frequenti, anche in Campania e a Napoli, le richieste dell’esercito dopo attentati camorristici o mafiosi.

Però, ragionando sulle dichiarazioni del presidente siciliano, anche lui nel mirino dei mafiosi da anni, devo ammettere che ha ragione. Antoci sta facendo soltanto il suo dovere, scoperchiando una serie di truffe alla Regione Sicilia e alla Comunità europea da parte della mafia di Tortorici. Non solo. Crocetta sottolineava stamane per radio che “tecnicamente” l’attacco era riuscito se non fosse intervenuto a sorpresa il commissario Manganaro. Quindi lo Stato ora deve rispondere in maniera adeguata e dura a questi mafiosi. Addirittura Crocetta ha parlato di rastrellamenti, parola che a me non piace perché ricorda quello che facevano i tedeschi nella seconda guerra mondiale.

Però io sono d’accordo con lui: è sacrosanto che lo Stato ci sia in quelle terre anche con l’esercito. Per un periodo limitato certo. Ma ci deve essere. Per dare un segnale ai mafiosi: qui comanda lo Stato non voi.