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Keynes non c’entra niente, il Sud chiede solo pari opportunità

Sono felice che si discuta di Sud Italia e di possibili strategie per il suo sviluppo. Per questo motivo riporto nel blog l’intervento su Econopoly-Sole24Ore della ricercatrice ed economista Rosamaria Bitetti (qui) dal titolo “Il Sud e la follia di fallire ancora”. Un intervento che in parte condivido quando chiama il Mezzogiorno e i suoi abitanti a una presa di coscienza e di responsabilità.

Per il resto sono in disaccordo. Non mi piacciono le generalizzazioni. E soprattutto non è vero che “le politiche per il sostegno del Mezzogiorno siano servite a poco”. Senza quelle politiche oggi non esisterebbero distretti di eccellenza in Puglia e Campania (aerospaziale innanzitutto): non voglio fare però l’elenco. Basta dare un’occhiata all’Osservatorio nazionale dei distretti italiani (qui) realizzato da Unioncamere e Istituto Guglielmo Tagliacarne.

Viene poi evidenziata la componente umana. La scrittura di Bitetti è brillante ma, spiace dirlo, si cade di nuovo nelle generalizzazioni a proposito di mafie locali e gruppi di potenti che intermediano le risorse. Nessuno nega lo scenario difficile in cui si vive nel Sud Italia; allo stesso tempo, voglio ricordare che Pio La Torre e Giovanni Falcone, per esempio, non appartenevano a gruppi di potenti né a élite locali. Ma voglio venire anche ai giorni nostri: Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, assolto in questi ultimi mesi dalle varie accuse che gli sono state mosse, ha oggettivamente fatto bene come sindaco di Salerno. Ciò va riconosciuto al di là delle opinioni politiche di ciascuno.

Infine gli investimenti pubblici. Qui concordo che non vi devono essere più soldi a pioggia perché alimentano clientele e assistenzialismo. Le teorie di Keynes però non c’entrano niente con l’assenza dell’alta velocità in treno da Salerno a Reggio Calabria. E sempre Keynes non c’entra niente con la banda larga assente in tantissime zone del Mezzogiorno.

Quindi, niente lamenti. Il meridionalismo piagnone ha stancato tutti. Allo Stato italiano chiediamo però pari opportunità con le altre regioni del Centro e del Nord Italia a livello di infrastrutture. Se verranno realizzate, il capitale umano sarà valorizzato e i giovani del Mezzogiorno faranno la valigia per l’Erasmus in Europa, ma poi ritorneranno perché sarà più facile realizzare i propri sogni anche nel Sud Italia.

 

  • Rosamaria Bitetti |

    Grazie per la risposta, ma mi chiamo Bitetti 😉

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