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Il modello “Mela Napoletana” anche per altre città e atenei del Sud

E’ su tutti i giornali la notizia di Apple che firma l’accordo per la sede di Napoli. Potete leggere qui i dettagli nell’articolo della collega Vera Viola. Il 27 giugno scorso inoltre sono stati diffuse da Istat le stime preliminari del Pil e dell’occupazione a livello territoriale (qui): nel 2015, Nord Ovest e Mezzogiorno crescono dell’1% contro valore più modesti delle altre aree del territorio.

“Per cambiare in maniera significativa questi dati sono necessarie consistenti e persistenti variazioni positive. Oggi la variazione è piccola e proviene da settori specifici che da soli difficilmente potranno garantire un’inversione di tendenza. Mentre nelle regioni del Nord i migliori risultati in termini di crescita del Pil si registrano nell’industria (circa +2 per cento), al Sud la crescita è trainata da agricoltura (+7,3 per cento), turismo e trasporti e telecomunicazioni”: è quanto scrive la prof Maria De Paola (Università della Calabria) sulla voce.info (qui). Come dargli torto.

Ricordo però che un anno fa eravamo alle prese con il rapporto Svimez sulla “desertificazione” del Mezzogiorno. Oggi c’è Apple a Napoli. E allora replichiamo il modello della “Mela Napoletana” anche in altre regioni del Sud. Non necessariamente con il gruppo fondato da Steve Jobs. La dinamicità dell’università Federico II di Napoli e del suo rettore Gaetano Manfredi sono sotto gli occhi di tutta Italia. Lo stesso potrebbe fare il rettore dell’università calabrese di Arcavacata dove ci sono eccellenze nel settore dell’ingegneria. O il Politecnico di Bari. Mi fermo qui con l’elenco di atenei.

Sarei lieto di ospitare qui interventi e idee sullo sviluppo del Sud. Grazie.