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Green bond, è la risposta per risolvere il problema “Terra dei fuochi”

Green bond.  E’ la soluzione per risolvere il problema della Terra dei fuochi. Su questo blog se ne discute da almeno un paio d’anni. L’obbligazione verde, emessa dallo Stato (come BTp) o da un consorzio di Comuni, è lo strumento finanziario più adatto per destinare risorse ad un annoso problema che ha ricevuto dignità di ricorso perfino davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

Le iniziative europee e italiane

Francia, Polonia, Belgio sono i Paesi europei che hanno già attivato le risorse dei green bond. Gli investitori istituzionali (fondi pensione, assicurazioni, fondazioni) si mettono in fila per acquistare questi strumenti. La finanza sostenibile è il tema più importante del momento: se ne discute a Bruxelles, negli States, nei più importanti meeting internazionali (Davos per esempio). La sostenibilità e tutti gli strumenti finanziari annessi, come i green bond appunto, saranno il tema centrale per esempio del Salone del risparmio che si terrà a Milano a inizio aprile.

L’italiano padre dei green bond

Anche di questo si è già detto ma serve come promemoria. A inventare i green bond una decina di anni fa è stato un italiano: Aldo Romani, lavora alla Banca europea degli investimenti, è uno dei massimi esperti del settore. Ha già collaborato in Italia alla strutturazione di alcune obbligazioni verdi di aziende. Perché non coinvolgerlo per un green bond della Terra dei fuochi? Come ministro dell’Ambiente c’è Sergio Costa: la bonifica della Terra dei fuochi è diventata una sua bandiera. Il generale dei carabinieri, ora ministro, sta lavorando per risolvere questo problema delle provincie di Napoli e Caserta: speriamo che tra le soluzioni considerate vi sia anche l’emissione di un BTp green.